Consigli utili

Qual’ è la relazione tra grasso e cervello?

Secondo quanto riferisce un comunicato della McMaster University “un quantitativo maggiore di grasso corporeo può essere considerato come un fattore di rischio per funzioni cognitive ridotte come la velocità di elaborazione del pensiero.” Lo studio è stato pubblicato su JAMA Network Open.

Ormai è un dato di fatto il grasso soprattutto quello viscerale è un fattore di rischio molto importante e secondo alcune statistiche è sempre più elevato nelle donne in particolare nella fase della pre/menopausa.

grasso e cervello
Cosa bisogna fare allora per tenerlo sotto controllo?

Spesso (quasi sempre) in consulenza alcune donne mi dicono che comunque mangiano poco o bene ma non riescono a buttare giù quella maledetta pancia. Come mai?

Cosa succede nel corpo che non funziona?

Sicuramente una delle cause è da ricercare nel cambiamento ormonale, la riduzione degli estrogeni ha la sua responsabilità, ma non solo. Le cause principali riguardano quasi sempre lo stile di vita.

Chiediti:

  • Quante ore al giorno resto seduta?
  • Quanta acqua bevo realmente nella giornata?
  • Quanti zuccheri ingerisco? (Non lo zucchero nel caffè)
  • Quanti zuccheri fra fette biscottate, biscottini, tarallini, pane, pasta, frutta, friselle, crostini anche se integrali?

Sono sicura che se inizi a rispondere esattamente a queste domande comprenderai da sola che cosa non quadra nel tuo corpo che determina l’accumulo di grasso corporeo e viscerale.

Il problema però del grasso viscerale è che non risponde ad una semplice riduzione delle quantità, fino a quando assumerai zuccheri verranno usati questi come fonte energetica e non il tuo grasso di deposito

Per costringere il corpo ad usare il grasso come fonte energetica e quindi a metabolizzarlo è necessario ridurre drasticamente l’assunzione di zuccheri ed aumentare il dispendio calorico.

Nel metodo In Linea Donna grazie a delle tecnologie che permettono di stimolare il corpo a bruciare più calorie (in modo passivo e attivo) e grazie ad un sistema di riduzione degli zuccheri riusciamo a fare in modo che il corpo si liberi in modo permanente del grasso in eccesso così da ritrovare non solo la forma fisica ma anche una nuova energia e lucidità mentale.

Secondo quanto spiega Sonia Anand, specialista di medicina vascolare dell’Hamilton Health Sciences (HHS) e professoressa di medicina della McMaster, i risultati conseguiti dallo studio suggeriscono che prevenire o ridurre il grasso corporeo in eccesso può essere utile per preservare le funzioni cognitive

Non rimandare ulteriormente almeno la consulenza con me per scoprire il livello di grasso viscerale e come fare per abbatterlo. Ti aspetto prima che il problema sia sempre più difficile da affrontare!

Chi dorme bene dimagrisce

CHI DORME (BENE)… DIMAGRISCE!

Spesso non si riesce a dimagrire nonostante alimentazione sana e attività fisica.

La colpa potrebbe essere della mancanza di sonno.

Donna che dorme
Siamo sempre alle prese con la ricerca della forma fisica perfetta. Sicuramente la base è costituita da alimentazione corretta e attività fisica e perché no da trattamenti estetici specifici, ma anche tutto questo a volte non basta.
Secondo le ultime ricerche avere una qualità e una quantità di sonno ottimale è essenziale sia per cercare di perdere peso che per evitare di riprenderlo.

“Dormire meno di 6 ore al giorno fa recuperare fino a 5 kg” questo è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Copenhagen.

La ricerca ha coinvolto 195 adulti con obesità sottoposti a una rigida dieta ipocalorica della durata di otto settimane che ha consentito loro di perdere circa il 12% del peso. Al termine delle otto settimane, i volontari sono stati seguiti per un anno mentre seguivano diversi programmi per il mantenimento del peso.

Durante questo periodo, i ricercatori hanno indagato l’intricato legame tra sonno, perdita di peso e attività fisica nelle persone obese scoprendo che la perdita di peso, da sola, era sufficiente a migliorare notevolmente la qualità del sonno dei partecipanti allo studio. Non solo: la qualità e la durata del sonno miglioravano ulteriormente se si svolgeva regolarmente attività fisica.

Nello specifico, i ricercatori hanno scoperto che chi dormiva meno di 6 ore a notte tendeva a recuperare circa un punto e mezzo di indice di massa corporea (l’equivalente di circa 5 kg per una persona alta un metro e ottanta), nonostante l’adesione al programma per il mantenimento del peso. «Il fatto che la salute del sonno sia così fortemente correlata al mantenimento della perdita di peso è un elemento molto importante poiché molti di noi non dormono le ore di sonno raccomandate per garantire una salute e un funzionamento ottimali», afferma il coordinatore dello studio Signe S. Torekov. «Le ricerche che in futuro esamineranno i possibili modi per migliorare il sonno negli adulti con obesità costituiranno un passo importante per limitare il recupero del peso.

Ma dormire di quantità o di qualità?

Gli scienziati hanno calcolato con precisione quante calorie in più si assumono passando notti insonni. Più o meno sarebbero 385, l’equivalente di un piattino di tiramisù o di 4 fette e mezzo di pane, un regalo extra per la bilancia ma senza neanche il piacere per il palato.

Restare svegli è quindi un “peso” in tutti i sensi.
Ma dormire almeno 6 ore non è sufficiente, dobbiamo badare anche alla qualità del nostro sonno.
Dormire anche con un po’ di luce non fa bene alla salute e ci sottoporrebbe a rischi cardiovascolari (e metabolici).

Secondo una ricerca, spegnere completamente le luci e chiudere del tutto le tende è la strada migliore per avere una buona qualità del sonno.
Inoltre una nuova ricerca suggerisce che una notte di sonno con una moderata quantità di luce può avere effetti negativi sulla salute cardiovascolare e metabolica.

«anche una piccola quantità di luce che arriva al cervello attraverso gli occhi ha ancora un effetto notevole» ha spiegato la dott.ssa Phyllis Zee, autrice senior del nuovo studio e direttrice del Center for Circadian and Sleep Medicine presso la Northwestern University.

I risultati si collegano a diverse prove che indicano che l’esposizione alla luce di notte può essere dannosa in vari modi e potrebbe predisporre le persone a malattie croniche.

Lo studio 

Tutti i partecipanti hanno trascorso la prima notte dormendo in una stanza prevalentemente buia.
La notte successiva, la metà di loro ha dormito in una stanza più illuminata (e la luce era posta sopra la testa).
Nel frattempo, i ricercatori hanno eseguito test sui dormienti: hanno registrato le loro onde cerebrali, misurato la frequenza cardiaca e prelevato il sangue ogni poche ore.
Al mattino, è stata data a entrambi i gruppi una grande dose di zucchero per vedere quanto bene i loro sistemi rispondessero al picco.

I risultati, pubblicati della National Academy of Sciences mostrano diverse differenze tra i due gruppi.
A differenza di coloro che hanno trascorso entrambe le notti al buio, il gruppo esposto alla luce ha avuto una frequenza cardiaca elevata per tutta la notte. Avevano anche una maggiore resistenza all’insulina al mattino, il che significa che avevano più problemi a riportare la glicemia in un intervallo normale.

La luce può interrompere il metabolismo Secondo Zee ci sono molti modi in cui l’esposizione alla luce di notte potrebbe disturbare il nostro metabolismo. Si ritiene infatti che anche una piccola quantità di luce sia sufficiente per attivare il sistema nervoso simpatico, responsabile della risposta di lotta o fuga del corpo. Questo dovrebbe raffreddarsi durante il sonno quando il corpo entra in uno stato parasimpatico, quando la frequenza cardiaca e la respirazione del corpo diminuiscono.

I cambiamenti nella funzione cardiovascolare suggeriscono che la piccola quantità di luce è stata sufficiente per spostare il sistema nervoso in uno stato più attivo e vigile. «E quasi come se il cervello e il cuore sapessero che le luci erano accese, anche se l’individuo stava dormendo», dice Zee. «Lo studio è un esempio importante di come anche un’esposizione alla luce relativamente debole possa disturbare il nostro ciclo sonno-veglia», ha spiegato il dottor Chris Colwell, il cui laboratorio dell’UCLA studia i meccanismi alla base dei ritmi circadiani.


Dormire con il telefono in carica vicino al letto: ecco quali rischi si corrono.

Non c’è ora del giorno in cui non abbiamo a portata di mano il nostro cellulare e la notte, spesso, lo lasciamo sul comodino. Puntiamo la sveglia per la mattina successiva e magari, per comodità, lo carichiamo tenendolo vicino a noi. Quanti di noi non lo fanno?
Ecco, uno studio pubblicato da British Scientist mostra tutti i rischi che corriamo a causa di questa abitudine.
L’indagine ha rilevato come tenere il cellulare in carica durante il sonno aumenti l’incidenza di diabete e obesità.
Il problema nasce dalla melatonina la cui produzione varia anche a seconda delle condizioni ambientali.

Le radiazioni elettromagnetiche del nostro smartphone disturberebbero la produzione dell’ormone che incide sul sonno. A risentirne è la qualità del nostro riposo e di conseguenza il nostro metabolismo con maggiore rischio di patologie gravi. Lasciato in stand by il telefonino produce 2,3 milligauss (mG) di flusso magnetico che aumenta fino a 3,5 mG quando in carica. E più abbiamo vicino il dispositivo più veniamo investiti dalle radiazioni.

Il consiglio è quindi quello di tenere sempre spento lo smartphone e di non tenerlo vicino al letto. Non solo dormiremo meglio ma ne ricaveremo benefici sulla qualità della vita e sulla nostra salute e sulla nostra linea.

Se poi tutto questo non è sufficiente a farti tornare in forma, allora prenota una consulenza con me, analizzeremo insieme il tuo stile di vita per capire esattamente come porre le basi per il tuo cambiamento, che duri per sempre. 

Leggi quà e prenota subito il tuo appuntamento.
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Epilazione laser: è meglio affidarsi al medico o all’estetista?

Quali differenze ci sono… se ci sono?

La differenza a livello ufficiale è davvero minima. 
In campo medico – in Italia – si possono utilizzare delle potenze leggermente superiori rispetto a quelli dei centri estetici specializzati.
Però è anche vero che tutte le pubblicazioni scientifiche in merito concordano sul fatto che la potenza che si usa in “estetica” è ampiamente sufficiente a raggiungere il risultato ottimale.
Anzi a dire il vero non si utilizzano quasi mai le potenze massime nemmeno in campo estetico perché sono già ampiamente elevate.


È bene in ogni caso accertarsi che chi esegue il trattamento abbia la competenza per farlo e una tecnologia di qualità con alle spalle studi clinici e test riguardo la sicurezza del trattamento.

L’epilazione laser dal medico è più efficace che dall’estetista?

la risposta più corretta è DIPENDE.

Come prima cosa dipende dal LASER DIODO che viene utilizzato dall’estetista.

E’ indispensabile che abbia una certa potenza in uscita del modulatore, tale da poter garantire che la fluenza (J/cm2) utilizzata, possa essere erogata con impulsi molto brevi, in alcuni casi specifici al di sotto dei 10 ms.

Ma facciamo un passo indietro e andiamo insieme a guardare che tipi di laser esistono (SI NON ESISTE SOLO IL LASER DIODO).

I 4 tipi di laser maggiormente utilizzati:

    1. RUBINO 694nm, in assoluto è stato il primo laser utilizzato nel 1996 dai ricercatori del Massachusetts General Hospital per fare epilazione permanente, e fu subito accantonato, in quanto troppo aggressivo nei confronti della pelle, lasciando segni permanenti.
    2. ALEXANDRITE 755nm vietato alle estetiste italiane è quello maggiormente utilizzato fino ad oggi dai medici.
    3. DIODO 808nm quello più conosciuto ed utilizzato nel mondo estetico.
    4. ND YAG 1064nm in ambito medicale, è ancora oggi uno dei più utilizzati sui fototipi scuri in abbinamento alla luce pulsata. In estetica, oggi questa lunghezza d’onda, è utilizzata esclusivamente per pelli scure, in combinazioni di lunghezze d’onda multiple es: 810, 940 e 1064 nello stesso manipolo.

Il laser diodo utilizzato in estetica DEVE per legge essere DEFOCALIZZATO e generalmente la lunghezza d’onda va dagli 805nm agli 810nm.

Un medico può utilizzare il laser alexandrite 755nm che ha una migliore lettura della melanina rispetto al laser diodo, risultando quindi più efficace su peli chiari e sottili, ma con la controindicazione in quanto FOCALIZZATO, di essere molto più lento nell’utilizzo ( si lavora singolarmente su ogni pelo tipo) e doloroso (con l’aggiunta di qualche rischio di lasciare dei segni sulla pelle).

Con il miglioramento che alcune aziende di riferimento del settore, (si possono contare sulle dita di una mano) hanno apportato ai propri laser diodo, questi sono diventati sempre più efficaci nel trattamento di fotoepilazione, al punto che numerosi medici, hanno o stanno abbandonando i laser alexandrite focalizzati e le loro controindicazioni a favore di laser diodo defocalizzati ad ALTA POTENZA.

Ma torniamo alla nostra domanda iniziale:

L’epilazione laser dal medico è più efficace che dall’estetista?

La limitazione che la legge italiana impone alle estetiste che intendono utilizzare un laser diodo per effettuare epilazione progressiva permanente è che non possono essere erogati più di 40 joule per centimetro quadrato. (Le altre limitazioni riguardano i nanometri 800-1200 e i 300 ms di impulso max)

Il limite dei 40 joule di fluenza, viene difficilmente superato anche in un centro medico, perché il rischio di fare un’ustione alla pelle della cliente sarebbe molto alto, senza aumentare l’efficacia del trattamento.

Studi condotti in laboratorio hanno provato che la caratteristica più importante per una epilazione laser che porti un risultato visibile CERTO e con il minimo del rischio è la capacità del laser diodo di emettere i cosiddetti ULTRA SHORT PULSE, cioè impulsi molto brevi in linea con il principio base della fototermolisi selettiva,cioè detto in parole ancora più semplici, è molto più importante la DURATA D’IMPULSO con cui si eroga l’energia, rispetto alla quantità di energia erogata, è più efficace per surriscaldare un pelo e di conseguenza un follicolo, un’impulso di 20J erogato in 10 ms, che non uno di 30J erogato in 100 ms.

Quindi rispondendo alla nostra domanda se “l’epilazione laser dal medico è più efficace che dall’estetista” la risposta è NO, ma è indispensabile che anche l’estetista sia munita di un laser diodo ABBASTANZA POTENTE.

L’epilazione laser fatta dal medico o dall’estetista è pressoché identica, se nel centro estetico si utilizza un laser diodo che consenta durate d’impulso adeguate, se come nel caso di un centro medico, l’estetista riceva una formazione adeguata che renda competente l’operatore laser, e se si utilizzi una metodica di lavoro che tenga conto di tutte le variabili e nello specifico di:

  1. quanta energia laser raggiunge il pelo,
  2. come il pelo assorbe il calore,
  3. quanto/come il pelo venga riscaldato durante l’impulso,
  4. che la pelle sia in equilibrio per non consentire la dispersione dell’impulso luminoso.
  5. come vengano effettuate le sedute cercando di essere in linea con le fasi anagen di crescita dei peli

Ecco spiegato perché al Golden Beauty  abbiamo scelto di utilizzare il miglior laser diodo in commercio e le nostre estetiste vengono sottoposte a continue formazioni (crediamo nel bisogno di formazione costante) e i nostri clienti sono “costretti” ad avere una certa cura della pelle della zona da trattare anche a casa pre e post epilazione. Ma i nostri clienti lo sanno molto bene, noi del Golden non lasciamo nulla al caso. E tu sei pronto a liberarti dei peli di troppo in tempo per la prova costume?

Se la tua risposta è no, devi necessariamente prenotare subito la tua consulenza con una delle nostre esperte di epilazione.

Contattaci subito, mancano solo 3 mesi alla stagione più bella dell’anno!

 

Metodo In Linea Donna: l’Importanza della Fase Superintensiva

Con il Metodo In Linea Donna si cerca di raggiungere il benessere psicofisico attraverso l’integrazione di elementi essenziali, il miglioramento dello stile di vita, della postura e dei tessuti con manualità specifiche e macchinari tecnologicamente evoluti.

Il Metodo In Linea Donna si sviluppa sul concetto che ogni corpo è diverso dall’altro e che man mano che subisce una mutazione ha bisogno di trattamenti diversi, necessitando quindi di  un programma che si adatti perfettamente alle proprie esigenze. 

Il risultato che si riesce a raggiungere in sole 8 settimane, deve la sua efficacia al 50% alla fase di preparazione o superintensiva dei tessuti. Dopo questa fase importante ne segue una posturale e infine una fase di attacco.

Le varie fasi sono stabilite al momento della Consulenza Avanzata con la dott.ssa Bruno. Si tratta di una consulenza di un’ora in cui si valuta attentamente le esigenze reali della cliente, al fine di raggiungere con un certo grado di certezza il risultato finale.

Il ritornare in forma dipenderà dall’unione di tutti questi accorgimenti a partire dalla preparazione del corpo allo stile di vita, trattamenti, apparecchiature mirate e allenamento.

Una delle fasi principali del nostro metodo è la preparazione o fase superintensiva.

Questa fase si basa su un primo trattamento che prevede innanzitutto la spazzolatura a secco o dry brushing su tutto il corpo, che aiuta ad ossigenare i tessuti e a detossinare il corpo.

Perché è così importante la spazzolatura? Perché se la pelle non resta in equilibrio e non riesce ad espellere le tossine nella maniera migliore, può presentare in superficie eruzioni cutanee di varia natura:

  • acne
  • orticaria
  • prurito
  • eczemi
  • psoriasi

La spazzolatura a secco o Dry Brushing consiste nel massaggiare vigorosamente il corpo con spazzole in fibra naturale. 

La spazzolatura a secco è un vero e proprio rituale di benessere, utilizzata fin dai tempi più antichi vanta innumerevoli proprietà sia per il corpo che per la mente:

  1. Permette di eliminare molto più materiale di scarto rispetto a qualsiasi sapone.
  2. Tonifica e rassoda la pelle prevenendone l’invecchiamento.
  3. Rimuove i primi strati di cellule morte lasciando la pelle liscia, compatta e luminosa.
  4. Migliora la circolazione e la penetrazione delle sostanze che si applicano successivamente sulla pelle.
  5. Drena i liquidi ed elimina i gonfiori (ha un effetto molto importante sulla cellulite)
  6. Aiuta il corpo ad eliminare le tossine in eccesso migliorando la circolazione superficiale.
  7. Innalza la temperatura corporea superficiale bruciando i grassi sottopelle.

Dopo aver spazzolato tutto il corpo, ci concentreremo soprattutto nelle zone di taglio e di vuoto.

Si considerano punti di taglio gli accumuli di grasso che creano una sacca per forza di gravità di cellule adipose  e di vuoto nell’area più scavata che crea un appiattimento del tessuto connettivo limitando il microcircolo dando origine ad edema e cellulite infiltrata. 

Lavorando questi punti con la spazzola si avranno risultati più duraturi nel tempo, perché si elimineranno delle aderenze che bloccano la circolazione sanguigna e linfatica. 

Dopo un’accurata spazzolatura si procede con un peeling chimico.

Il peeling chimico è differente da quello meccanico, perchè agisce più in profondità, questo migliorerà la capacità di assorbimento dei principi attivi utilizzati durante il trattamento. 

A questo punto si eseguirà un trattamento superidratante, con lo scopo di stimolare l’autoriparazione dell’epidermide. Verrà utilizzata una miscela di olio di cocco e oli essenziali per un’azione stimolante rivitalizzante.

Dopo questo primo trattamento, quelli successivi avranno l’obiettivo di rimineralizzare il corpo attraverso fanghi e alghe o con l’utilizzo di sali dell’Himalaya. Si tratta di momenti di profondo benessere e assoluto relax.

Abbiamo deciso di parlarvi di questa fare, la superintensiva, perchè è la fase più importante: se si trascura si compromette seriamente l’efficacia dei trattamenti successivi, sia manuali che con tecnologie.

Le nostre clienti lo sanno molto bene e infatti quando sono a casa contribuiscono a potenziare i trattamenti fatti in Istituto, seguendo una beauty routine giornaliera con prodotti idratanti ,scrub  e dry brushing.

 Quindi cosa succede realmente in questa prima fase dei nostri trattamenti?

  1. Creeremo un tessuto ricco di acqua e oligoelementi pronto per essere con macchine e manualità specifiche. Senza la giusta idratazione nessuna macchina sortirebbe il suo effetto.
  2. Stiamo migliorando il microcircolo soprattutto i capillari sfiancati nel derma
  3. Stiamo migliorando gli scambi tra le cellule 
  4. Stiamo disinfiammando un tessuto congestionato da scorie e tossine.
  5. Stai sbloccando i liquidi stagnanti profondi.
  6. Stiamo alimentando i tessuti di sostanze che iniziano un processo di autoriparazione.
  7. I tessuti si stanno profondamente reidratando

Se ben  idratato l’organismo reagisce in maniera esponenziale  ai trattamenti localizzati per questo è fondamentale la preparazione e nel caso di utilizzo macchinari ricordare che le correnti utilizzano l’acqua come elemento di conduzione.

Credi ancora che si può fare a meno della preparazione e della spazzolatura a casa?

I cosmetici non servono a nulla se non sai come usarli

I Cosmetici non Servono a Nulla, se non sai come Usarli!

Ti è mai capitato di utilizzare dei prodotti per il viso, per risolvere un problema specifico, e dopo un pò ritrovare la pelle peggiorata o nella migliore delle ipotesi, come prima?

Certo un prodotto scarso non aiuta, ma la qualità c’entra fino a un certo punto.

Ti sarà successo sia con i prodotti a basso costo che trovi nella grande distribuzione sia con i cosmetici che puoi trovare presso alcune farmacie, profumerie o centri estetici. Ma non è sempre colpa della qualità del prodotto che stai utilizzando.

La verità è che una pelle non preparata, non pulita, non trattata correttamente, non sarà mai in grado di accogliere le sostanze utili presenti nel tuo cosmetico.

La pelle infatti è per sua natura una barriera che protegge il corpo dalle sostanze esterne. Se non ti prendi cura di lei periodicamente, se non la tratti in modo da renderla più permeabile, morbida e pronta, anche il miglior prodotto del mondo scivolerà via senza lasciare grossi benefici.

Potrai avere qualche miglioramento ma sarà di breve durata.

Cosa puoi fare allora per utilizzare al meglio i tuoi cosmetici evitando di buttare soldi in qualcosa che non ti darà alcun vantaggio?

Ascolta i 5 consigli di Orsola.

Cosmetici Anti-Cellulite? Ecco tutta la Verità!

 

I cosmetici miracolosi ancora non li abbiamo inventati. Purtroppo non esiste nessun prodotto cosmetico che possa risolvere completamente un problema legato ad un inestetismo quale cellulite, ipotonia, adiposità localizzata.
Possono essere, però, degli ottimi coadiuvati nella lotta contro gli inestetismi perché già il fatto di massaggiarsi quotidianamente il corpo stimola la circolazione, l’ossigenazione dei tessuti e di conseguenza già un primo risultato possiamo notarlo.

Inoltre se scegliamo dei cosmetici che abbiano dei principi attivi utili nel combattere gli inestetismi e che non siano addizionati con parabeni e paraffini, sicuramente possiamo unire un principio attivo utile alle manualità così da mitigare l’inestetismo.

Se a questo aggiungiamo un corretto stile di vita, quale una corretta alimentazione, la giusta idratazione del corpo e perché no, qualche trattamento in istituto, sicuramente in quel caso possiamo vedere dei risultati straordinari.

Il consiglio che mi sento di darti è sicuramente di far attenzione alla scelta del cosmetico che deve essere quanto più naturale possibile ma ricco di principi attivi specifici e soprattutto utilizzarlo con costanza perché sarà il gesto quotidiano che potrà premiarti contro gli inestetismi.

Attività fisica: un toccasana per eliminare le tossine

Attività fisica? Un toccasana per eliminare le tossine!

Sapevi che ogni giorno assumiamo tossine che possono essere dannose per il nostro organismo? Scorretta alimentazione, stress e inquinamento ambientale sono solo alcuni fattori che determinano l’accumulo di tossine nel nostro organismo.

In quest’articolo vi svelerò alcuni semplici consigli per poter eliminare le tossine in eccesso e per depurare il nostro corpo.

Ma cosa sono le tossine?

Le tossine sono sostanze di origine batterica che possono creare effetti dannosi.  Alcune tossine vengono introdotte nel nostro organismo attraverso l’aria che respiriamo, il cibo “ spazzatura” che mangiamo o addirittura anche dai farmaci, altre tossine invece vengono prodotte dal nostro organismo come sostanza di scarto di alcuni processi metabolici.

Bere molta acqua, seguire una dieta sana ed equilibrata ed esercitare quotidianamente attività fisica sono le basi per depurarsi ed eliminare le tossine in eccesso.

DEPURARSI CON IL MOVIMENTO assume il significato anche di depurarsi dalla vita sedentaria. La sudorazione ed il respiro durante l’allenamento ,ci aiutano a liberarci dei composti chimici in eccesso e aiutare così i nostri organi a depurarsi.

Parliamo di attività a basso impatto che evitano di mettere sotto pressione le articolazioni, ma allo stesso tempo, prolungate nel tempo, innescano il meccanismo di sudorazione, attraverso il quale vengono eliminate le tossine in eccesso. Parliamo di attività come camminare , pedalare, nuotare , che oltre a depurare l’organismo favoriscono un dispendio calorico e di conseguenza una perdita di peso.

Camminare a ritmo sostenuto permette di bruciare molte calorie, tra le 200 e le 300 all’ora, migliorando la forma fisica generale e la salute del cuore. Cercare di mantenere almeno un ritmo moderato in cui si può parlare comodamente.

Bicicletta ed ellittica

Entrambi questi tipi di esercizio a basso impatto consentono di aumentare facilmente l’intensità e il consumo di calorie semplicemente aumentando la velocità o la resistenza. Inoltre, aiutano a costruire, rafforzare e definire i muscoli delle gambe, fornendo più supporto per le articolazioni, cosa che riduce il dolore articolare a lungo termine.

Nuoto

Gli sport aerobici sono un allenamento per tutto il corpo che aumenta e migliora la forma fisica cardio e rafforza i muscoli, ma senza mettere sotto pressione le articolazioni. È un allenamento a basso impatto per eccellenza perché la galleggiabilità dell’acqua sostiene il corpo. Si possono bruciare fino a 423 calorie all’ora nuotando a un ritmo leggero o moderato.

Ecco svelato un segreto: l’Ananas non fa dimagrire!

Ecco svelato un Segreto: l’Ananas non fa Dimagrire!

Oggi vi svelo un segreto: mangiare l’ananas non fa dimagrire!

Per anni ci hanno insegnato che l’ananas è un potente alleato nella lotta contro il sovrappeso e contro la cellulite. 

In effetti l’informazione non è del tutto sbagliata, l’errore sta nel mangiare quantitativi importanti di ananas pensando di fare una cosa giusta, purtroppo però essendo un frutto ha un potere calorico molto elevato perché ha anche un indice glicemico abbastanza alto per cui se assunto in quantità elevate fa aumentare il peso.

Quello che realmente funziona contro la cellulite è il principio attivo puro estratto dal gambo dell’ananas, ossia la bromelina. Viene utilizzata anche in medicina come coadiuvante di molti integratori.

Quindi, piuttosto che assumente grandi quantitativi di ananas potete integrare la vostra alimentazione con un’integratore a base di bromelina. Ovviamente nella scelta degli integratori fai sempre molto attenzione che ci sia molto principio attivo e che ci siano pochi zuccheri aggiunti. Inoltre preferiscilo solubile così lo potrai diluire nell’acqua, almeno 1 litro e mezzo, così da abbinare l’idratazione del corpo al potente antinfiammatorio utile contro la cellulite. 

 

Adesso mi metto a dieta: ma quale scelgo?

Adesso mi metto a Dieta: ma quale Scelgo?

1° proposito 2022: adesso mi rimetto in forma!

Si… Ma quale stile alimentare  scegliere?

Sovrappeso, obesità e patologie a carattere metabolico sono in continuo aumento a livello globale, confermandosi tra i principali problemi di salute pubblica del XXI secolo. Uno scenario che ha favorito il moltiplicarsi di proposte di diete che promettono spesso risultati rapidi e definitivi: accolte con molto favore dal pubblico.

Tra i Google trends del benessere, tra i primi 10 in particolare, ritroviamo argomenti di ambito nutrizionale messi a caso tra la prevenzione al melanoma, e i vaccini.

Si le diete, dopo la prevenzione a malattie importanti , sono gli argomenti di cui si discute maggiormente, di cui si cerca maggiormente su tutti i motori di ricerca, e di cui si parla su tutti i social network, e di cui anche i meno esperti vogliono parlarne, senza esperienza.

Dalla dieta mediterranea alla dieta cheto, dalla paleo alla low carb, vegana, crudista, mima digiuno, e chi più ne ha più ne metta. 

Sono davvero centinaia le diete che troviamo in giro sul web e sui settimanali del benessere. Di fronte a questo mare di informazioni, spesso discordanti, nasce spontanea la domanda delle domande:

  • A prescindere dalle mode del momento,  quale dieta scegliere? 
  • Qual è la più sicura? 
  • Quale sarò in grado di seguire e di portare a termine (soprattutto!!!) ?

Sono certa che la maggior parte delle persone che mi sta leggendo in questo momento si è fatta domande simili… come sono certa che trovare la risposta giusta sia davvero difficile. Gli stessi nutrizionisti o medici dietologi non hanno un’idea comune, ognuno di loro ha una propria filosofia e chiaramente porta prove a sostegno della propria tesi o meglio “dovrebbe” portare prove scientifiche a conferma.

Allora quale potrebbe essere una soluzione? 

Nell’arco dei miei pochi 21 (ormai andiamo per i 22) anni di studio e di sperimentazione ho capito una sola cosa: NON ESISTE IL REGIME ALIMENTARE PERFETTO. Tutti i regimi alternano a parer mio principi  sbagliati e principi corretti, per cui io personalmente mi lascio guidare da 2 criteri fondamentali:

1. Cerco di individuare il regime che riuscirò a seguire nel medio e lungo termine. Nessuna alimentazione troppo restrittiva e impegnativa può essere portata avanti a lungo, per di più tutto quello che diventa difficile da effettuare si tramuta in stress e potrebbe diventare frustrante e deprimente, di conseguenza può portare ad effetti contrari a quelli desiderati. 

2. Deve trattarsi di una dieta che apporti dei benefici alla salute. Un’alimentazione sana finalizzata anche al solo dimagrimento deve essere sostenibile anche nel lungo termine e deve farci sentire bene sia fisicamente che mentalmente.   

A questo proposito, nelle mie infinite ricerche, trovo sempre più studi che dimostrano quanto la dieta chetogenica sia anche una dieta che apporti numerosi vantaggi alla salute.

Un ultimo studio arriva dall’Università di Udine. Sono stati coinvolti 50 pazienti nell’Ambulatorio Nutrizionale della Clinica Neurologica dell’Università di Udine. La clinica si sta occupando da tempo, tra le poche in Italia, della nutrizione quale frontiera per una migliore gestione delle patologie neurologiche che vanno dall’emicrania alle demenze, dall’epilessia al Parkinson, dai tumori cerebrali fino alla sclerosi multipla.

Secondo la dottoressa Mariarosaria Valente, Professore associato di Neurologia, dipartimento di Medicina – università di Udine, che ha coordinato lo studio, la dieta chetogenica è una dieta ANTIINFIAMMATORIA , poiché i corpi chetonici sono dei carburanti più efficienti rispetto ai carboidrati e producono meno scorie. Nella formula normocalorica, data la drastica riduzione dei carboidrati, l’apporto energetico, in presenza di una quantità normale di proteine, viene assicurato da un’aumentata assunzione di lipidi. Qualora si volesse sfruttare il potenziale dimagrante della dieta si opta per la formulazione ipocalorica nella quale i corpi chetonici sono prodotti a partire dagli stessi grassi corporei di riserva del paziente. Per queste caratteristiche, l’approccio nutrizionale chetogenico è indicato non solo per la perdita di peso, ma anche per contrastare la neuro-infiammazione in diverse patologie, anche nei pazienti normopeso.

Inoltre come continua la dottoressa 

I corpi chetonici rappresentano una sorta di super carburante per la cellula nervosa e, in particolare, il fatto che essi producano energia in maniera più efficiente con MINORE PRODUZIONE DI RADICALI LIBERI aiuta a contrastare il processo infiammatorio

Quali sono gli aspetti più interessanti di questo studio che possiamo applicare a noi soggetti “sani” (o almeno si spera)?

Sicuramente il fatto che si continua ad affermare che l’alimentazione chetogenica è antinfiammatoria e combatte i radicali liberi, i responsabili cioè del nostro invecchiamento.

E se permettete piuttosto che aspettare di sperimentarla in caso di malattia, visto che viviamo in un periodo in cui di infiammazioni ce ne sono già abbastanza io, dopo aver consultato il mio medico, provo con un regime alimentare a basso apporto di carboidrati a prevenire degenerazioni cerebrali e a tenere bassa l’infiammazione del corpo, quanto meno so di averci provato.

Tra l’altro in questo periodo in cui ho abusato di zuccheri si sono risvegliati tutti i dolori compresa l’emicrania, per cui continuo a sperimentare sulla mia pelle che il miglior stile di vita a tavola prevede se non l’abbattimento totale almeno la riduzione ai minimi termini di tutti gli zuccheri.

E quindi nei propositi principali di questo 2022 c’è sicuramente di base riprendere subito un’alimentazione pulita antinfiammatoria e anti age. 

Io scelgo di ridurre ai minimi termini i “carboidrati”, attenzione non semplicemente lo zucchero nel caffè. 

Se anche tu vuoi provare a sentirti meglio e a tornare in forma in vista dell’estate puoi contattarci saremo lieti di aiutarti a trovare la strada giusta per il tuo benessere, grazie alle valutazioni di una squadra di  professionisti che ci segue nella scelta del miglior stile di vita di sempre. Ti aspetto 

Rimedio anti-cellulite

Trattamento Anticellulite fai da te. Ecco i Consigli di Orsola!

Ecco un rimedio anti-cellulite per te!

Ingredienti:

  • Sale Rosa dell’Hymalaia
  • Olio di Mandorle Dolci
  • Caffè

Procedimento:

  1. In una ciotola mescola del caffè, sale Rosa dell’Hymalaia e olio di mandorle dolci
  2. Il Caffè e il sale Rosa agiranno sulla ritenzione idrica e sulla cellulite
  3. L’olio di mandorle dolci idraterà in profondità la pelle, donandogli elasticità e compattezza.

Modalità d’uso:

  • Applica il composto sulle zone critiche, cosce, fianchi, addome, glutei e braccia
  • Massaggia delicatamente e lascia in posa per mezz’ora (copri con pellicola trasparente o tutina in cartene)
  • Più tempo resta in posa migliore sarà il risultato.